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Il sogno di Samiaa per le vie di Roma Una pellicola di Gigliola Funaro sul tema dell’integrazione culturale
Alla Casa della Memoria e della Storia in via San Francesco di Sales 5 è stato proiettato nei giorni scorsi "Il sogno di Samiaa", un filmato della regista Gigliola Funaro, realizzato in collaborazione con il master "Politiche dell’Incontro, per una nuova Cittadinanza in Contesto Migratorio" e il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre. L’opera racconta in trenta minuti la storia di Samiaa, una donna tunisina che da diciotto anni risiede a Roma con il marito e due figli. Sullo sfondo di una Capitale dall’aspetto ormai multietnico, il bel filmato realizzato da Gigliola Funaro rappresenta con sguardo intelligente e per molti aspetti inedito la vita quotidiana di una famiglia straniera alle prese con i problemi dell’integrazione. I figli di Samiaa, nati a Roma, si sentono parte della loro città, nonostante la madre continui con determinazione e tenerli legati alla loro cultura di appartenenza. La stessa Samiaa, che per anni aveva vissuto un’esistenza basata su modelli occidentali, ha in seguito rifiutato il compromesso culturale cui si era volutamente sottoposta. Dopo un viaggio alla Mecca, indossa il velo che – come prescrive la religione musulmana – non potrà più togliere. La scelta di Samiaa non è l’unico tema che attraversa l’opera. L’attenta sensibilità della Funaro riesce ad insinuarsi nelle dinamiche di un discorso etnoculturale complesso che non esula dalle questioni legislative. I figli di Samiaa amano la cucina italiana e i divertimenti dei loro coetanei. Il sogno della madre è avere una casa più grande e la sospirata cittadinanza italiana. Lo spettatore la segue per le strade di una città che si mostra accogliente, lussuosa e semplice al tempo stesso. Nelle strade del centro, di fronte alle vetrine dei negozi griffati, nel caos del mercato Esquilino, nel chiacchiericcio degli autobus, Samiaa racconta i suoi desideri, le aspirazioni per i figli. Poetiche immagini del mare alle porte di Roma aprono e chiudono una bella pellicola che l’esperienza della Funaro ha pensato e diretto per indagare l’aspetto "privato" dell’immigrazione in Italia. Alla proiezione del filmato è seguito un dibattito su "Resistenza, costituzione, diritti di cittadinanza" promosso da Massimo Rendina, giornalista e presidente dell’ANPI, cui hanno partecipato la regista Gigliola Funaro, Maria Vittoria Tessitore, coordinatore del master PIMC dell’Università Roma Tre, Maurizio Saggion, collaboratore dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma e coordinatore del "Progetto Integra" del V Dipartimento, Algorzata Dymek e Madisson Godoy Sanchez, membri del MIDS e della Consulta Cittadina per la Rappresentanza delle Comunità Straniere in Roma. |
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