Il serpente del SantuarioAmava le focacce delle vergini
Nel santuario di Iuno Sospita a Lanuvio aveva dimora un serpente sacro, ritenuto in pratica un demone che, sotto l’aspetto animale personificava una forza occulta. Questa, cibandosi di topi e di altri animali nocivi all’agricoltura, bonificava il suolo e proteggeva il raccolto. In occasione di una cerimonia propiziatoria primaverile, uno stuolo di giovani vergini vestite di bianco portava delle offerte, soprattutto focacce, nella spelonca dove si nascondeva il serpente sacro. Se questo mostrava di gradire i doni e li mangiava, l’anno agrario si sarebbe aperto sotto i migliori auspici, ma nel caso malaugurato che il serpente rifiutasse le offerte, voleva dire che qualcuna delle ragazze non era più illibata: il raccolto si preannunciava addirittura disastroso. A questo punto, nei tempi più remoti, si tentava di riconquistare la benevolenza del serpente offrendogli in sacrificio una delle sventurate fanciulle. Properzio era però convinto che il comportamento del serpente potesse essere in qualche modo condizionato. Infatti, ricordava che anche Cinzia, da lui amata nonostante i costumi alquanto liberi, aveva offerto la sua focaccia al serpente, il quale l’aveva accettata di buon grado: fatto spiegabile solo ipotizzando una complicità dei sacerdoti. |
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