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Luce, profumo e gusto Uso dell’olio nell’antica Roma
I Romani utilizzavano l’olio d’oliva per cucinare, preparare salse e condire verdure fresche e lessate. Solo una minima parte delle olive raccolte era conservata sotto aceto e olio e servita come gustoso antipasto, tutte le altre venivano spremute. I medici sostenevano che l’olio d’oliva fosse un toccasana per il mal di testa e per le ulcere e che avesse proprietà antiemorragiche e per curare l’orticaria. Tantissimi erano gli usi dermatologici dell’olio. Gli unguenti profumati, tanto diffusi, e con cui ci si idratava la pelle dopo il bagno, si realizzavano con una base di olio d’oliva. Alle terme si andava per questo con l’ "ampulla olearia", la boccetta dell’olio. Nelle lampade, che solo in questo modo potevano essere alimentate, si metteva olio d’oliva. Come combustibile si adoperavano naturalmente solo le qualità meno pregiate. Nell’antica Roma, insomma, l’olio d’oliva era una bene di primaria importanza e di largo consumo. E per chi lo trasportava o lo commerciava erano certi i lauti guadagni. L’argomento è stato trattato nel corso dell’Intervista possibile di "Questa è Roma!", la trasmissione di Maria Pia Partisani in onda ogni sabato mattina, dalle ore 11.00 alle 12.00, su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz). |
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