Nella mostra di Palazzo Caffarelli le più belle "new entry" degli ultimi dieci anni

Doni e acquisti per i Musei Comunali

                                                                                                           

   

di Cinzia Dal Maso

"In questi ultimi anni stiamo perseguendo una politica che permetta al patrimonio comunale di accrescersi, limitando le lacune delle nostre collezioni o arricchendo ulteriormente alcune raccolte", ha spiegato Gianni Borgna, assessore capitolino alle Politiche culturali, nel presentare la mostra "Acquisti e Doni nei Musei Comunali 1997 — 2005", ospitata fino al 19 marzo ai Musei Capitolini, nelle splendide sale di Palazzo Caffarelli.

L’esposizione, promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali Sovrintendenza ai Beni Culturali, testimonia gli importantissimi risultati ottenuti in circa 10 anni, grazie soprattutto al consolidato rapporto di fiducia tra istituzioni pubbliche e collezionismo privato, che oggi può guardare al Museo come luogo ideale per custodire e tutelare il proprio patrimonio, rendendolo nello stesso tempo accessibile a un maggior numero di persone.

Inoltre, come ha detto Eugenio la Rocca, soprintendente archeologico del Comune di Roma, "è il pubblico stesso a chiedere al Museo di essere più vitale e organico".

Da queste acquisizioni sono state selezionate per la mostra oltre 120 opere, di genere ed epoche differenti, a cominciare dalla enigmatica e bellissima testa marmorea di Hermes, la più bella tra le repliche romane di un famoso originale del V secolo a.C. di Policleto, rinvenuta nell’Ottocento sull’Esquilino e finita in una collezione privata.

Anche l’arte contemporanea è rappresentata da dipinti e sculture, come "Il comizio", olio su tela di Giulio Turcato o la marmorea "Maschera del dolore" di Adolf Wildt.

Non mancano le curiosità e i cimeli storici: la marsina ricamata e il cappello per divisa da ussaro appartenuti a Camillo Borghese, una stola di lana ricamata in argento che fu di Luciano Bonaparte, destinati al Museo Napoleonico, ma anche la casa di bambole del Seicento, il piccolo dirigibile di latta o la locomotiva elettrica che saranno tra i pezzi forti del Museo del Giuoco e del Giocattolo, da realizzarsi a Villa Ada Savoia.

Tra i Musei che si sono maggiormente arricchiti, certamente quello di Palazzo Braschi, dove, fino al 26 marzo, contemporaneamente all’esposizione principale di Palazzo Caffarelli, è ospitato un nuovo allestimento della Sala della Fotografia con una selezione di sessanta stampe all’albumina eseguite a Costantinopoli negli anni 1860 — 70, provenienti dal Fondo fotografico Silvio Negro, composto di oltre 6000 esemplari. Il Fondo, acquistato nel 2003, è conservato all’Archivio Fotografico Comunale.

Significativi anche gli acquisti volti ad incrementare le collezioni del Museo di Roma in Trastevere, del Gabinetto comunale dei Disegni e delle Stampe, del Planetario e Museo Astronomico, del Museo della Civiltà Romana, del Museo della Matematica, del Museo Civico di Zoologia, del Museo della Casina delle Civette e del Museo Canonica.


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