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Le antiche religioni misteriche riempiono di fascino il Colosseo
Il Colosseo si prepara ad ospitare un’altra grande mostra, destinata ad attirare ancora una volta il pubblico degli eventi speciali. "Il mito segreto. Misteri in Grecia e a Roma" permetterà ai visitatori di svolgere, dal 22 luglio 2005 al 7 gennaio 2006, un magico itinerario attraverso i culti misterici nel mondo antico, per conoscere fenomeni di religiosità estranei all’orizzonte del culto ufficiale: riti orfici e dionisiaci, misteri eleusini, pratiche oracolari, tutti caratterizzati dall’elemento "iniziatico" e dal segreto che vincolava i partecipanti. Sono l’evidente manifestazione del continuo bisogno del singolo individuo di ricercare il significato dell’esistenza e della salvezza. L'esposizione, curata da Angelo Bottini, è stata ideata dalla Soprintendenza archeologica di Roma. Al secondo piano del Colosseo si potranno ammirare più di settanta opere provenienti dalle Soprintendenze dell’Italia centrale e meridionale: grandi statue, busti, altari, affreschi, vasi greci, rilievi e idoli, che evocheranno misteriose presenze, grazie a un allestimento di grande impatto emotivo, che gioca con la luce, il suono e le proiezioni. Su di un nastro narrativo, infatti, scorreranno non solo apparati didascalici, ma anche sequenze filmiche montate ad hoc da Stefano Scialotti sulle risonanze della cultura misterica nella contemporaneità, secondo una chiave di lettura proposta dall’antropologo Vincenzo Padiglione. Il percorso sarà aperto da sculture in marmo che documentano il favore delle pratiche oracolari in Grecia e in Italia, come la celebre Fanciulla d’Anzio da Palazzo Massimo, da alcuni identificata come una Pizia. Il fascino dei riti dionisiaci verrà testimoniato da altari con menadi, plutei come quello splendido della Centrale Montemartini, frammenti di crateri e affreschi, provenienti da Museo Nazionale Romano, dai Capitolini, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei. Per presentare i misteri eleusini e le loro dee, Demetra e Kore, ci saranno la celebre Urna Lovatelli del Museo Nazionale Romano, testimonianze vascolari e importanti rilievi. I culti agrari della fertilità volti ad ottenere la protezione divina sui raccolti diffusissimi anche in Magna Grecia e in Sicilia, saranno rappresentati da una nutrita serie di testimonianze dalla Calabria, soprattutto pinakes, teste e statue fittili. Il racconto continuerà, dall’Italia greca al Lazio, con i busti e le statue fittili delle Dee dal santuario di Aricia, conservati nel Museo delle Terme. L’ultima sezione è dedicata ai culti misterici di provenienza orientale diffusi in tutto il mondo romano, favoriti anche dagli imperatori in chiave politico-ideologica e strutturati a Roma in vere e proprie associazioni culturali capeggiate da sacerdoti: quelli di Cibele e Attis, originari dell’Asia Minore, quelli egizi di Iside o quelli persiani di Mitra, che contribuirono allo sviluppo delle tendenze monoteistiche degli ultimi secoli dell’Impero romano. |
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