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I quadri di Robert Guinan alle Gallerie di Villa Medici
Le Gallerie di Villa Medici, in viale Trinità dei Monti 1, ospitano, fino al prossimo 25 luglio, una panoramica dell’opera di Robert Guinan, artista figurativo contemporaneo americano, di origini europee, che vive e lavora a Chicago. La mostra, realizzata grazie al sostegno del Ministère de la Culture et de la Communication – Délégation aux Arts Plastiques e la partecipazione di Air France, si inserisce nell’ambito delle manifestazioni dell’Estate Romana in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Roma. E’ prima grande retrospettiva dedicata all’artista in Italia. Riunisce una straordinaria varietà di tele, disegni e litografie – per la massima parte ritratti e vedute metropolitane - provenienti da alcune tra le più prestigiose collezioni internazionali. Intende offrire un’ampia panoramica sul lavoro dell’artista, concentrandosi in particolare sulla produzione tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta, senza dubbio la più significativa, in cui maggiormente si riflette la poetica e la sensibilità che ne caratterizzano lo stile, in cui si materializza l’atmosfera malinconica, alienata, febbrile e appassionata dei grandi agglomerati urbani americani, in cui la musica, i sapori, gli odori, il frastuono della grande città ed il silenzio della solitudine, si fondono a costituire una unica forza, che la mano di Guinan tenta di cogliere e fissare in un tempo assoluto e immobile. Gli attori che popolano, silenziosamente eppure con una intensità quasi violenta, lo spazio dipinto sono figure note ed ignote ad un tempo, specchio della vita moderna, eppure costantemente ai margini di essa. Chicago, i suoi locali e gli angoli di strada, le pareti scrostate delle pensioni e dei motel, i bar notturni, sono la scena su cui si muovono i personaggi di Guinan. Nato a Chicago nel 1934, Guinan è di origine europea. Quasi subito inizia a coltivare la sua passione per l’arte figurativa, in particolare il disegno, cimentandosi in riproduzioni di immagini di carattere storico, quali scene di guerra, avventure eroiche, che trova nei libri di storia e fotografia. Nel tempo, i contorni del suo ideale pittorico assumono un carattere più definito: da sempre la sua sensibilità lo spinge a cercare e cogliere l’essenza degli oggetti per poi darle corpo. Inizialmente sperimentò la tecnica del collage, che sembrava favorire la volontà creativa del suo stile, ma produceva un effetto visivo troppo tenue e smorzato: nella pittura, con la sua vastità di soluzioni, di tecniche, di materiali, unita al potere tangibile e vigoroso dell’effetto visivo che la caratterizza, ha trovato finalmente il mezzo adatto alla sua sensibilità. In occasione della mostra, l’Accademia di Francia a Roma ha pubblicato un catalogo, con i testi critici di Yves Hersant, Andrew Patner e Duccio Trombadori, in cui sono illustrate tutte le opere in esposizione. La mostra si può visitare tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 11.00 alle 19.00. |
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