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A tavola con gli antichi I romani cucinavano o condivano pesche e meloni
Che fosse giunto dall’India, dall’Iran o dall’Africa, il melone aveva un posto di rilievo sulla tavola degli antichi romani. A quei tempi il "cucumis melo", detto anche "popone", doveva essere più piccolo e meno zuccherino. I nostri progenitori lo consumavano condito. Leggiamo la ricetta nel manuale del cuoco imperiale Apicio: al melone tagliato in piccoli pezzi aggiungere "pepe, puleggio, miele, salsa di pesce, aceto e talvolta anche del silfio". Tra i frutti estivi, molto apprezzate erano pure le pesche. "Mondarle – consiglia Apicio – tagliarle a pezzetti, lessarle e poi disporle in un tegame. Stillarvi sopra un po’ di olio e servirle con salsa di comino". A base di pesche era invece un gustoso antipasto. "Pulirle – è annotato in una ricetta - e toglierle il nocciolo. Metterle in acqua fredda. Poi disporle nel tegame. Tritare pepe e menta secca. Bagnare con salsa di pesce. Aggiungere miele, passito, vino e aceto. Versare la salsa in un piatto, sopra le pesche primaticcie. Unire un po’ di olio e far bollire a fuoco lento. Poi legare con amido, cospargere di pepe e servire in tavola". Nel manuale di Apicio troviamo anche gli ingredienti per un curioso digestivo, da usare – precisa lo chef – "secondo necessità come una salsa acida". "Due once di comino – sentenzia - un’oncia di zenzero, una di ruta verde, sei scrupoli di soda, 12 scrupoli di datteri grossi e succosi, un’oncia di pepe, 9 once di miele. Versare dell’aceto sul comino, etiopico, siriano o libico che sia, disseccarlo e pestarlo. Poi far rapprendere con il miele". L’antico menù è stato presentato, sabato scorso, all’interno di "Questa è Roma!", la trasmissione di Nuova Spazio Radio (88.150 MHz) condotta da Maria Pia Partisani. |
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