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Emilio, un ponte "rotto" Fu costruito nel II secolo a. C. su precedenti fondamenta
Ponte Emilio, detto "ponte rotto", venne realizzato fra il 181 e il 179 a.C. dai consoli Marco Emilio Lepido e Marco Fulvio Nobiliore per consentire l’accesso al Foro Boario dalla sponda destra del Tevere. Costituito da sei arcate, aveva un nucleo interno di tufo, mentre l’esterno presentava un rivestimento in travertino. Ma la sua posizione non fu mai delle migliori: già nel 156 a.C., la violenza del fiume in quel tratto fece crollare le campate laterali di sinistra. Per un periodo si chiamò "lapideus", cioè di pietra, al tempo di Augusto fu detto, in onore dell’Imperatore, "massimo", poi "palatino" per la vicinanza al colle. Nel Medioevo fu soprannominato "senatorio", più tardi di "Santa Maria", probabilmente perché vicino alla Chiesa di Santa Maria Egiziaca. Altri crolli ebbero luogo nel 208 d.C. anche se, in precedenza, Scipione l’Africano e Lucio Mummio avevano realizzato tutti gli archi in pietra. Nuovi cedimenti si registrano nel 1227, nel 1575 e nel 1598, durante una terribile alluvione. Era il 24 dicembre e rovinarono, ancora una volta, i due archi di sinistra. Da quel giorno divenne per tutti e per sempre "ponte rotto". Degli antichi ponti romani si continuerà a parlare a "Questa è Roma!", la trasmissione ideata da Maria Pia Partisani, in onda ogni sabato mattina, dalle 11.00 alle 12.00, su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz). |
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