"Dalla finestra", un volo di versi

di Annalisa Venditti

E’ stato presentato ieri, alla Casa delle Letterature dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, "Dalla Finestra", il nuovo libro di Loretta Cavallaro edito dalla Palomar. È una raccolta di versi e iniziando a sfogliarla si ha come l’impressione di avere tra le mani un volumetto fotografico. In ogni pagina si è inondati da suoni, luci, grida, colori. Ma il libro è anche un pugno nello stomaco, un’immersione nella realtà di una Bari vecchia che forse solo qualche temerario narratore o regista è riuscito a descrivere in maniera così cruda. Protagoniste dell’opera sono però anche l’ironia, la tristezza e un po’ di buon senso e speranza. La scrittura è quella fresca e spietata di un’autrice che vuole raccontare la vita senza mezzi termini: o come una splendida favola o come un brutto sogno.

"Dalla Finestra" è uno spaccato del Sud, di quel martoriato Sud levantino, tanto mediterraneo, quanto pittoresco e degradato.

"Ho vissuto a Bari per vent'anni – spiega la Cavallaro – dal 1981 al 2001, assistendo a una lenta decadenza che inizia con l'incendio del Petruzzelli, o che almeno da quel momento si rende palpabile. Bari invecchia, diventa periferia, si imbruttisce. Ho raccolto in questo libricino momenti, suggestioni, personaggi, come in un album di fotografie. Scatti, che non seguono un ordine cronologico, ma emotivo. Come riferimento c’è la finestra di casa mia, una finestra sulla città vecchia, quasi un paese nella città, un posto dove valgono regole diverse. Da quella finestra ho allargato lo sguardo a tutta la città. Anche qui qualche scatto, un’immagine secca, ferma nel tempo".


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