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Una scuola per le Mura Aureliane Gli alunni dell’Alessandro Severo adottano il monumento
Intorno alla metà del III sec.d.C. l’Impero romano, colpito da un gravissima crisi economica e politica, era minacciato da popolazioni germaniche che a più riprese avevano tentato di invaderne il territorio. La possibilità che i barbari potessero giungere fino a Roma non era poi così remota e suggerì ad Aureliano (270-275) di cingere al più presto la città con una nuova, efficiente cinta muraria. I lavori, iniziati nel 271, procedettero in tutta fretta e alla morte dell’Imperatore erano quasi terminati. Dove era possibile, per risparmiare tempo, vi furono inglobati monumenti che si trovavano sul percorso, come la Piramide Cestia. Restaurate e rinforzate più volte, le mura hanno continuato per secoli a stringere la città nel loro abbraccio protettivo. Oggi la situazione è però cambiata: persa la sua funzione originaria, la cinta di Aureliano è stata spesso considerata un fastidioso intralcio al traffico e tagliata in più punti per permettere lo scorrere veloce e indifferente delle macchine. Ma ora sono i più giovani a guardare con amore e rinnovato interesse a questa testimonianza del passato. Gli studenti della succursale di via Volterra della Scuola Media "Alessandro Severo", nell’aderire al progetto del Comune di Roma "La scuola adotta un monumento", hanno scelto proprio le Mura Aureliane. Aiutati dai loro professori, hanno intrapreso un viaggio ideale lungo la cinta difensiva, iniziando con lo studio della Piramide, il monumento funerario di Caio Cestio, del I secolo a.C., per poi interessarsi alle vicende storiche e architettoniche della Porta San Paolo. Intervistati da Maria Pia Partisani nel corso della trasmissione "Questa è Roma!", in onda sabato mattina, dalle 11.00 alle 12.00, su Nuova Spazio Radio (88.150 MHz), i ragazzi hanno manifestato tutto il loro entusiasmo per questa splendida avventura alla scoperta della storia della loro città. |
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