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Un’aula di vetro per il Marco Aurelio e un nuovo allestimento I Musei Capitolini si fanno belli
Da venerdì prossimo i Musei Capitolini saranno più ricchi e più belli, grazie alla copertura dello spazio interno del Palazzo dei Conservatori, il cosiddetto "Giardino Romano" e la ristrutturazione delle aree museali nell’area del tempio di Giove Capitolino. Il progetto architettonico, curato da Carlo Aymonino, ha previsto la creazione di una grande e luminosa aula vetrata, destinata all’esposizione e alla protezione della grande statua equestre di Marco Aurelio e dei frammenti dell’altra statua imperiale delle raccolte storiche capitoline: il colosso bronzeo di Costantino. La nuova sistemazione ha consentito inoltre di valorizzare e proteggere i resti monumentali delle fondazioni del Tempio di Giove Capitolino, facendo ritrovare l’originale grandiosità alle struttura tufacee, risalenti al VI secolo a.C., del massimo santuario della romanità, costruito sulla sommità del Campidoglio dagli ultimi Re di Roma, di origine etrusca. Il Tempio, di dimensioni ragguardevoli rispetto agli edifici sacri coevi, divenne il centro della politica espansionistica romana: qui si svolgevano i riti propiziatori per le nuove guerre di conquista e qui terminavano le processioni trionfali a conclusione delle campagne vittoriose. In occasione dell’inaugurazione della nuova sala sono stati riallestiti anche altri settori adiacenti del museo. A conclusione della visita alle sale dell’Appartamento dei Conservatori, sarà possibile ammirare la collezione di vasi greci ed etruschi raccolta da Augusto Castellani, esposta nelle originali vetrine ottocentesche, oggetto di un minuzioso restauro. Nelle sale prospicienti l’aula Aymonino, ribattezzata "esedra di Marco Aurelio" saranno sistemate le sculture provenienti dagli horti dell’Esquilino, grandi residenze immerse nel verde sorte tra la fine della repubblica e l’inizio dell’età imperiale ai margini del centro monumentale della città. Si tratta della riproposizione, in chiave moderna, del progetto museografico ottocentesco voluto da Rodolfo Lanciani, protagonista dell’archeologia romana dell’epoca, che volle raccogliere in queste sale, riunite per provenienza, le statue rinvenute durante i lavori per la costruzione dei nuovi quartieri di Roma Capitale. L’ultimo settore espositivo rappresenta un’assoluta novità: vengono infatti esposti nel Braccio Nuovo, che corrisponde alle vecchie scuderie del Palazzo Caffarelli, i risultati degli scavi condotti nell’area del "Giardino Romano" preliminarmente alla realizzazione del progetto Aymonino. Sono stati evidenziati livelli di frequentazione risalenti al XVI secolo a.C., tra le più antiche attestazioni di vita sul suolo di Roma. Da quest’epoca remota si sono potute seguire tutte le vicende che hanno interessato questo settore del Campidoglio, dagli insediamenti urbani, alla presenza di sepolture, fino alla costruzione del grande Tempio di Giove. Uno spaccato delle più antiche fasi di vita di Roma, documentato attraverso l’esposizione di materiali rari e preziosi per lo studio delle nostre origini. |
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